Vertical Jigging

vertical jigging Vertical JiggingGlossario

Vertical jigging: tecnica di pesca basata sul recupero in verticale a strattoni di esche artificiali metalliche (metal jig) e armate con ancorotti in coda o assist hook in testa ; varianti: light jgging (jgging leggero su basse profondità) deep jgging (jigging fatto su alti fondali)
Metal Jig: esche appartenenti alla vasta categoria dei jigs caratterizzate quasi sempre da peso specifico elevato e forma idrodinamica, vagamente riproducente il corpo di un pesce; varianti short, long, con varie distribuzioni di peso: in testa, in coda, al centro, alle estremità.
Kabura jig: esche nate per la pesca a pesci grufolatori saraghi fraolini ecc. ma che si è rivelata catturante anche per i dentici, in questo caso il Kabura va fatto saltellare sul fondo con piccoli strattoni ed ogni tanto recuperato di qualche metro dal fondo per poi farlo ricadere, è una esca di forma tonda alla quale sono attaccate delle striscioline(gonnelline) di materiale plastico ed in mezzo due assist hook.
Assist hook: amo armato su un corto bracciolo di trecciato in kevlar o altre fibre resistenti all’abrasione e di grosso diametro, dalla parte opposta dell’amo c’e’ oun cappio o un anello saldato (solid ring) per congiungerlo al jig , l’amo si monta in testa al jig, ad un terzo della sua lunghezza e si lascia libero di svolazzare durante il recupero.
Solid ring: è un anellino di acciaio chiuso che si usa per congiungere i jig o gli assist al terminale
Split ring: è un anellino spaccato (tipo portachiavi) e congiunge tra loro assist e jig
Jerking: movimento verticale, a volte vero e proprio strattone, che si da alla canna per imprimere al jig il movimento desiderato
Short jerking: movimento della canna caratterizzato da brevi strattoni coordinati col recupero; diciamo che la base è uno strattone per giro di manovella; la frequenza e la velocità determina l’ulteriore classificazione in slow, moderate, speed ed extraspeed. Forse il più adatto per dentici e ricciole
Long jerking: movimento verticale della canna caratterizzato da una escursione accentuata del cimino; assomiglia alla azione tipica di pompaggio durante un combattimento col pesce, con sollevamento della canna e richiamo della lenza in discesa; direi che la base è costituita da una azione simile ad una ferrata, più o meno rapida, che durante il successivo abbassamento comporta il recupero del filo con più o meno tre giri di manovella. Forse più adatto ai pelagici.
Jerking Underarm: Jerking eseguito col manico della canna sotto l’ascella; è lo stile più tradizionale secondo i canoni della scuola giapponese ed è quello che consente la migliore impostazione per il controllo del jig; si contrappone alla tecnica con canna in pancera, più adatta in generale al long jerking e sicuramente molto meno affaticante.
Brasil Jerking: è un movimento di stile brasiliano, dove il jig viene fatto saltellare sul fondo con delle partenze improvvise per 10/15 metri e poi lo si riaffonda

immagine Vertical JiggingIl Vertical Jigging (VJ) è una tecnica di pesca che viene praticata esclusivamente dalla barca in scarroccio. È sicuramente una tecnica massacrante sotto l’aspetto fisico, ma se viene applicata con attrezzatura specifica per il Jigging tutto diventa piu’ facile. Essa non è altro che il recupero verticale di un’esca metallica mediante strattoni. Tale effetto si ottiene con la combinazione tra la mano che regge la canna e che determina l’ampiezza dello strattone e la mano che gira il mulinello recuperando lenza quando la canna si riabbassa verso la superficie dell’acqua dopo lo strattone. L’azione di strattone viene chiamata jerk ed è molto importante ai fini di un buon risultato. Il segreto del Jigging sta tutto qui, non bisogna arrendersi ai primi cappotti e ai primi dolori fisici, ma insistere finche i vari movimenti (long jerk e short jerk) raggiungeranno la perfezione e le catture cominceranno ad arricchire le nostre vasche del pescato.

ATTREZZATURA

Sarà scelta in base alla preda che andremo ad insidiare e proporzionata anche allo spot di pesca che andremo a scandagliare.
Gli strumenti fondamentali per il VJ sono: La canna, il mulinello, i JIG, il multifibra, il terminale, i solid rings, gli split rings, gli assit hook e un buon ecoscandaglio.

La canna

canna Vertical JiggingLa lunghezza ideale per una buona canna da jigging deve essere compresa tra 5,5” e 6,0” ad azione parabolica e progressiva, in modo da poter scaricare la trazione del pesce su tutta la spina della canna sia sugli anelli che dovranno essere per forza di cose di ottima fattura (FUJI). Essendo una tecnica in cui la canna deve essere sempre tenuta in mano, ci dovremmo preoccupare anche del peso della canna stessa, in quanto pescare con un attrezzo troppo pesante, potrebbe intaccare la nostra resistenza fisica e dopo poche jerkate costringerci ad arrenderci subito. L’azione della canna varia da modello a modello, ed è solamente legata al tipo di artificiale che andremo ad utilizzare (esempio: artificiali da 50 a 180 gr si lavorano benissimo con una canna con azione da max 200 gr).

Il mulinello

Per uno Short Jerk si opterà per un mulinello con ratio lento massimo 4.7:1 se invece optassimo per un Long Jerk allora la scelta dovrebbe ricadere su di un mulinello con Ratio più rapido 6:1. Ma se non abbiamo necessità così specifiche, allora il consiglio è di acquistare un mulinello a bobina fissa con Ratio 5:1, il miglior compromesso per tutti i tipi di Jerk.

I jig

jig Vertical JiggingIn commercio ci sono tantissimi JIG per questo tipo di pesca, dalle forme ai colori più disparati. Le grammature medie e di comune utilizzo variano dai 35 gr ai 400 gr. sono presenti sul mercato anche grammature oltre i 500 fino ad arrivare ad 1KG gr che vengono usate per un altra tecnica di JIGGING.

Il multifibra (MF)

Grazie alla scoperta di nuovi materiali, si è passato dal classico nylon al più moderno multifibra (MF). Il MF garantisce, a parità di carico di rottura e di libraggio, diametri molto ridotti, quindi ci permettera’ di imbobinare il mulinello con una quantità di filo maggiore e a differenza del nylon, il MF non ha elasticità e questo ci permette di avere una contatto diretto con il JIG e di sentire immediatamente l’attacco del pesce al nostro JIG che può avvenire sia in fase di rilascio del JIG verso il fondo sia in caso di recupero del JIG stesso verso la superficie. Ultimamente in commercio si trovano anche MF colorati, nati appositamente per questa tecnica. Il colore varia ogni 10 mt, quindi se peschiamo su un fondale di 50 mt sappiamo che uscendo dal mulinello 5 colori diversi, stiamo per arrivare sul fondo. Questo è molto importante qualora si peschi su fondali prevalentemente rocciosi, in quanto possiamo evitare di far arrivare sul fondo i nostri JIG e quindi evitare di farli incagliare e perderli. Un’altra caratteristica di questo filo e che ci da là possibilità di sapere sempre anche a che profondità abbiamo avuto gli strike e capire così a che altezza il pesce sta stazionando

Il terminale

La scelta cadrà sul FluoroCarbon (FC) di libraggio elevato (di solito dai 40 alle 80lbs) questo perché saremo costretti a combattere l’eventuale pesce allamato senza lasciargli la possibilità di arrivare sul fondo e far strusciare il terminale sulle rocce con la rottura dello stesso. Andare a jiggare con attrezzatura sottodimensionata o non adeguata al VJ il rischio di perdere il pesce e’ matematico. Il terminale sara’ di lunghezza variabile tra i 3 e 10 mt secondo la preferenza del jigger, e sarà unito al MF di solito con il nodo UNI TO UNI.

Assist hook (AH)

assist hook Vertical JiggingDifferentemente da un’ancoretta o ad un amo fisso si agganciano meno al fondo, quindi con il vantaggio di avere meno incagli e penetra più facilmente e ha una maggiore tenuta rispetto alle ancorette. Gli AH vengono montati principalmente con il cordino, ma anche con filo in acciaio. La loro funzionalità la si capisce quando un pesce attacca il jig, perché quando il pesce attacca il jig, non solo tenta di morderlo, ma nello stesso tempo tende a risucchiare quello che vi è intorno. Essendo l’AH molto più leggero del jig, sarà la prima cosa che il pesce ingoierà, è il gioco è fatto. Una volta allamato il cordino, essendo flessibile tende a ridurre l’effetto leva che si avrebbe invece con l’ancoretta (causa di molto slamate), mantenendo il jig fuori dalla bocca del pesce.

Split ring

Sono essenzialmente degli anelli spaccati, ossia apribili con specifiche forbici e che vengono montati sugli occhielli dei jig. La loro funzione principale è quella di facilitare il cambio dei jig senza ogni volta dover rifare la legatura sul terminale, qualora montassimo i jig direttamente sullo stesso.

Solid ring

Il solid ring non è altro che un anello di acciaio chiuso, che va montato direttamente sul terminale. Sullo stesso andremo ad inserire lo split ring, dove preventivamente abbiamo montato il nostro jig, e poi sempre sullo stesso monteremo l’Assist Hook. Questa tipologia di montaggio è indispensabile in quanto la forza del pesce in ferrata e recupero va ad essere ammortizzata direttamente sul solid ring, che ha molta più tenuta rispetto allo split ring, lasciando così libero il jig. La scelta del carico di rottura del solid ring è fondamentale per portare a termine il nostro recupero.

Dove trovare i pesci

Essendo il vertical jigging una tecnica che si pratica esplorando una colonna d’acqua ed una porzione del fondo abbastanza ristretta, a differenza ad esempio della traina e dello spinning da natante che spaziano su aree più ampie, bisogna conoscere con più precisione dei punti buoni, ovvero posti dove si presume che stazionino o transitino i predatori, oppure essere capaci di trovarle mediante un esame critico delle carte nautiche e, una volta in mare, dall’interpretazione di segnali che lo stesso ci offre, come ad esempio la presa in considerazione di aree dove si ripetono le mangianze e quelle prossime ai gavitelli delle attrezzature da pesca dei professionisti, oppure, come fa la maggioranza dei pescatori a VJ, usare l’ecoscandaglio.

TECNICA

Il “rimbalzo sul fondo”

Arrivati sul punto prestabilito, si cala il jig aprendo l’archetto o si lancia leggermente a valle dello scarroccio se questo è sostenuto; si tiene la canna puntata verso il basso per agevolare la fuoriuscita del filo ed essere pronti per il primo strattone, da eseguirsi non appena il jig tocca il fondo; questo è un momento in occasione del quale si hanno il 70% degli attacchi se si è a dentici o ricciole, pesci che, come mostra spesso l’ecoscandaglio, seguono il jig durante la discesa e lo attaccano quando questo riparte dal fondo.

Recupero ed animazione del jig

Prendendo in prestito un verbo tipico della pesca al luccio con le jerk bait (particolari artificiali privi di paletta), si parla, per il movimento da imprimere al jig, di jerking, intendendo con questo termine, nel caso del vertical jigging, un movimento verticale più o meno accentuato e brusco, a volte un vero e proprio strattone, altre volte una pompata più dolce e graduale. Possiamo dire che la classificazione più utilizzata prevede due azioni base: lo short jerking, che consiste in una serie ripetuta di brevi strattoni coordinati col recupero, con una regola base di uno strattone per giro di manovella ed il long jerking, caratterizzato invece in un’escursione più ampia del cimino, somigliante alla azione tipica di pompaggio durante un combattimento col pesce, con sollevamento della canna e richiamo della lenza in discesa; in questo caso ad uno strattone corrispondono mediamente tre giri di manovella. La frequenza, la velocità, la nervosità del jerking determinano un’altra serie di varianti determinate dalla forma e dalla distribuzione del peso del jig.; lo stile più tradizionale secondo i canoni della scuola giapponese è il jerking eseguito col manico della canna sotto l’ascella, il cosiddetto underarm, che è quello che consente la migliore impostazione per il controllo del jig; si contrappone alla tecnica con canna in pancera, più adatta in generale al long jerking e sicuramente molto meno affaticante.

L’assetto verticale

Ricapitolando, si cala l’esca metallica, non appena tocca il fondo si comincia subito a recuperare, generalmente a strappi (jerking) fino ad una certa distanza dallo stesso o sino alla superficie; questa scelta dipende sia da dove stanno i pesci che dalle specie che intendiamo insidiare, ma anche spesso da quanto è veloce lo scarroccio; se questo è sostenuto dopo pochi recuperi parziali bisogna tornare comunque in superficie, per mantenere verticale la lenza. Infatti, l’altra regola base è che più è verticale l’assetto, più è efficace l’azione; per ottenere questo risultato diventa decisiva la scelta del jig, nella forma e nel peso, del diametro del trecciato e del tipo di recupero da adottare.

La concentrazione, in attesa dell’attacco.

Bisogna cercare di mantenere sempre la concentrazione, anche dopo ore di jerkate a vuoto, perché quando finalmente parte l’attacco bisogna essere pronti a ferrare con decisione, anche perchè se il pesce è vicino al fondo è necessario impedirgli, di raggiungerlo eventualmente bloccando la bobina del mulinello con la mano, e se la canna non è abbastanza tosta ribadendo una o due volte la ferrata, ottenendo in questo modo anche il risultato di girare la testa al pesce. Momento critico, soprattutto le prime volte, il passaggio della canna da sotto il braccio al bicchierino della pancera; si tende ad effettuarlo troppo presto rischiando di dare discontinuità all’azione con pericolo di favorire la slamata; aspettare quindi che il confronto col pesce si sia stabilizzato, approfittando magari di uno dei classici momenti di stallo per posizionare lentamente la canna in pancera durante la pompata, facendo leva verso il basso con la mano sinistra.

Un combattimento deciso, breve, se…

Il recupero della preda deve essere deciso, a volte brutale, altrimenti il pericolo di slamata, aumenta; pompate energiche, corte, a rompere la difesa passiva del pesce che vorrebbe riossigenarsi, a canna bassa (molti sbagliano proprio questo aspetto dell’impostazione alzandola troppo); è importantissimo tenerlo sempre in tensione, visto che spesso si slama a pagliolo causa la violenza del combattimento e la mancanza di elasticità del trecciato che sollecitano oltre misura il punto di infissione dell’amo. In genere il combattimento si risolve in pochissimi minuti, intensi.

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