DOVE E QUANDO PRATICARLA
E’ una tecnica di pesca molto semplice che si può praticare nei seguenti ambienti:
- Coste rocciose basse.
- Spiagge che presentano una zona rocciosa subito dopo la battigia.
- Dighe frangiflutti di realizzazione non recente, tra i blocchi.
L’unico requisito che si richiede a questi posti per una buona riuscita dell’azione di pesca, è la presenza di molti anfratti e buche più o meno profonde, essendo queste le tane della maggior parte dei pesci di scoglio.
ATTREZZATURA
Tipo di Canna
Canna fissa, robusta e con azione spiccatamente di punta, di lunghezza variabile da 4 a 11 metri. In alternativa possiamo utilizzare una canna da lancio Teleregolabile, robusta, con cimino molto sensibile in modo da evidenziare anche le mangiate più timide, e di lunghezza variabile tra 2 e 10 metri mediante boccole di fissaggio. Molto spesso i cimini delle canne utilizzate per la pesca in buca, vengono sostituiti con dei cimini in nylon o sdoppiati (la base in carbonio vuoto e il vettino in nylon) in modo da aumentarne la sensibilità, pur conservandone una certa rigidità necessaria ad evitare che il pesce allamato riesca facilmente ad entrare in una buca.
Monofili
In bobina utilizzeremo un diametro variabile tra 0,18 e 0,30 che dovrà essere più grande di quello utilizzato per realizzare il terminali, che a sua volta avrà un diametro variabile tra 0,16 e 0,25 per il trave e variabile tra 0,14 e 0,22 per i braccetti degli ami. L’utilizzo di monofili di diametro grande deriva dalla necessità frequente di dover tirar fuori i pesci allamati dalle buche nelle quali tendono ad infilarsi molto rapidamente.
Ami
Devono essere del tipo rinforzato (temprati), nichelati e a gambo lungo, come ad esempio la Serie 720N della Gamakatsu, nelle misure comprese tra il numero 8 e il 16.
Piombi
Completano l’attrezzatura necessaria dei piombi a oliva, a sfera o a goccia, con peso compreso tra 5 e 30 gr. a seconda del moto ondoso. Risultano particolarmente utili i piombi colorati con colori vivaci (arancione, rosso, giallo oppure anche semplicemente bianco), perché ciò contribuisce ad attirare l’attenzione del pesce qualora questi sia piuttosto svogliato.
PREDE
Le prede più comuni sono i classici pesci di scoglio: Ghiozzi, Bavose, Tordi, Scorfani, Donzelle, Sciarrani, Paganelli.
Più rare sono le catture di Saraghi e Triglie di scoglio.
ESCHE INDICATE
Le esche più utilizzate sono gli Anellidi (in particolare Muriddu, Tremolina, Saltarello e soprattutto il Verme di scoglio detto anche Nostrano che rappresenta una marcia in più nelle competizioni), la Polpa di Gambero e di Scampo, la Cozza, la Polpa di Granchio e il Paguro.
PASTURA E PASTURAZIONE
Per questa tecnica di pesca non esiste una pastura specifica, essendo spesso sufficiente far cadere tra gli scogli parte dell’esca utilizzata, specie se stiamo utilizzando la cozza. Comunque volendo preparare una pastura indicata, dovremo preparare una mistura di ricci, granchi e cozze ben tritate, a cui aggiungeremo del sale fino ed eventualmente dello sfarinato in caso di buche particolarmente profonde. La pastura così preparata dovremo farla cadere in piccole quantità tra le fessure degli scogli, e sicuramente sarà un richiamo eccezionale per tutti i pesci di scoglio della zona.
TERMINALI
I terminali utilizzabili sono abbastanza semplici da realizzare, e possono essere essenzialmente di due tipi:

Terminale A
Il piombo viene sistemato alla fine della lenza, per cui entrambi gli ami si troveranno al di sopra dello stesso. Questo tipo di terminale è da preferirsi se si incaglia con estrema facilità oppure se sul fondo ci sono molte alghe (che renderebbero non visibile l’esca, nel caso si utilizzi il Terminale B). Un consiglio è quello di collegare il piombo al terminale mediante un filo metallico sottile, in modo che incagliando si perderà solo il piombo, preservando il resto della lenza. In quest’ultimo caso si parla di piombo a perdere.
Terminale B
In questo caso invece, il piombo viene sistemato direttamente sul trave, scorrevole e fissato con un pallino di piombo.
Nota generale: la lunghezza dei braccioli degli ami dovrà essere più lunga se il pesce è diffidente, altrimenti potrà anche essere molto corta (5 cm). Tenderemo a realizzare un terminale il più compatto possibile, per evitare di incagliare spesso e per non dare al pesce la possibilità di intanarsi dopo essere stato allamato.
AZIONE DI PESCA
Preparata la canna e innescati gli ami, si comincia con l’esaminare lo specchio d’acqua alla nostra portata, alla ricerca di buche tra gli scogli ed anfratti. Se stiamo utilizzando il Terminale A sarà sufficiente calare la lenza fino ad appoggiare il piombo sul fondo, mentre se stiamo utilizzando il Terminale B, non appena sentiremo che il piombo tocca il fondo, solleveremo la canna in modo da far si che l’amo sfiori il fondale. Attenderemo la mangiata da parte del pesce che in genere si verificherà con delle timide tocche all’inizio seguite da una violenta tirata alla quale dovremo essere rapidi nel ferrare prima che il pesce abbia il tempo di intanarsi, rendendo più complicato il suo recupero. Se nella zona in cui abbiamo calato la lenza non avvertiamo alcuna mangiata, potremo provare a muovere leggermente il piombo con movimenti oscillatori, e se neppure tale espediente avrà successo, dovremo cambiare buca, e così via.

