Il Legering

legering Il LegeringIl Legering è una tecnica di pesca nata in Inghilterra e consiste in una pesca a fondo che, a differenza delle altre tecniche di fondo, presuppone una pasturazione da effettuarsi sul punto di pesca. Se ci troviamo sulla sponda di un lago oppure di un fiume o su di una spiaggia in presenza di forte vento, forte corrente e che i pesci tendano a mantenersi a distanza notevole dalla riva, rendendo impossibile l’utilizza di canne fisse o bolognesi leggere. In una tale situazione di pesca, i nostri obiettivi sarebbero quelli di:

  1. vincere l’azione disturbante del vento e della corrente;
  2. riuscire a portare il terminale in pesca alla distanza desiderata dalla sponda;
  3. riuscire a lanciare la pastura alla stessa distanza e soprattutto nello stesso punto in cui abbiamo lanciato il terminale.

La realizzazione di questi tre obiettivi fece nascere in Inghilterra la tecnica del Legering. Come spesso accade, una tecnica nata per le acque interne viene poi adottata con successo per la pesca in mare, ovviamente con le dovute variazioni ed accorgimenti che la rendono più efficace in un ambiente molto più vario quale è il mare. Altre caratteristiche essenziali che hanno fatto del Legering una tecnica molto diffusa e praticata sono:

  • prevede l’utilizzo di attrezzatura leggera in grado di conferire al terminale la massima sensibilità;
  • presuppone la pasturazione nel punto esatto di pesca, consentendo di trasformare una tecnica in generale di attesa quali sono un po’ tutte le tecniche di fondo, in una tecnica molto attiva in quanto si riesce a concentrare il pesce nella zona di pesca. In base a quanto detto, il Legering è una tecnica consigliabile a tutti quei pescatori che amano la pesca a fondo leggera e che allo stesso tempo preferiscono ottenere la massima sensibilità nell’azione di pesca.

DOVE E QUANDO PRATICARLA

Gli Ambienti ideali per praticare il Legering sono i seguenti:

  • Porti
  • Dighe frangiflutti
  • Scogliere naturali
  • Scogliere frangiflutti artificiali nei pressi di spiagge, piccoli porti o canali
  • Canali salmastri
  • Spiagge e lidi poco frequentati dai bagnanti, meglio se in prossimità di sbocchi di fiumi o canali

Fondali

I fondali ideali sono quelli piuttosto uniformi o comunque regolari e non troppo frastagliati. Questi tipi di fondali sono da preferirsi in quanto ridurranno la probabilità di rimanere incagliati con piombi, pasturatori e ami negli anfratti rocciosi profondi, evitando anche di disperdere negli stessi la pastura.
Nella realizzazione dei terminali teniamo in considerazione tre tipi di fondali:

  • Fondali sabbiosi
  • Fondali misti di sabbia e roccia
  • Fondali con posidonie e alghe

ATTREZZATURA

Tipo di Canna

La canna ideale per la pesca a legering deve offrire la migliore sintesi tra:

  • distanza di lancio
  • stabilità in pesca
  • sensibilità alle tocche

Ideali sono le canne da lancio telescopiche o ad innesti (2 pezzi + vettino) leggere e sottili, di lunghezza variabile tra 2,5 – 3,9 m in grado di lanciare zavorre piuttosto leggere comprese tra 5 – 40 gr al massimo.
L’azione di queste canne deve essere parabolica in modo tale da favorire il lancio di zavorre leggere e l’utilizzo di monofili sottili sia per il trave che per il terminale, facilitando l’azione di recupero del pesce anche se di grosse dimensioni, esaltando in tal caso il carico di rottura del monofilo utilizzato. L’anellatura della canna sarà realizzata con anelli di diametro piccolo distribuiti sul fusto della canna con diametro e distanza decrescenti dal calcio verso la vetta. Queste tipologie di anelli servono a garantire la fuoriuscita uniforme e fluida del monofilo durante la fase di lancio, consentendo inoltre di mettere in tensione la lenza con maggior facilità durante l’azione di pesca. La caratteristica più importante delle canne da Legering è la dotazione di più vettini intercambiabili, a diversa azione “quiver tips”, in modo da poter adattare la stessa canna al lancio e alla successiva messa in tensione della lenza con zavorre di peso differenti.
Una dotazione tipica sarà costituita da 3 vettini:

vettini Il Legering

 

 

 

  • vettino morbido per zavorra complessiva tra 5-10 gr
  • vettino medio per zavorra complessiva tra 10-20 gr
  • vettino rigido per zavorra complessiva tra 20-40 gr

La scelta del vettino più appropriato ci consentirà di ottenere sempre il miglior rapporto possibile tra stabilità in pesca, messa in tensione della lenza e del vettino stesso, e massima sensibilità alle tocche del pesce.
Un ulteriore requisito fondamentale della canna da legering dovrà essere quello di avere un corpo sufficientemente robusto, in modo tale da potere sfruttare al massimo la sua azione durante il lancio, riuscendo a raggiungere la distanza desiderata. Una situazione particolare si verifica quando l’ambiente di pesca rende necessario l’utilizzo di canne con lunghezza pari a 4 – 4,5 m al fine di poter salpare con meno difficoltà le prede: ad esempio ciò si verifica su scogliere naturali o dighe piuttosto alte. In questi casi non troveremo in commercio delle canne da legering aventi tali lunghezze, pertanto dovremo partire da canne da lancio classiche con azione opportuna, che provvederemo a fare modificare dal nostro negoziante di fiducia o dall’amico in grado di farlo, per trasformarla in una canna da legering con vettini intercambiabili che potremo creare a seconda delle nostre necessità.

Pasturatori e Piombi

I piombi utilizzati possono avere forme differenti (cilindro, pera, sfera, saponetta, etc.) ma sono caratterizzati tutti dall’avere nella loro sommità una girella. La funzione di tale girella sarà fondamentale durante l’azione di recupero della lenza, in quanto permetterà al piombo di avere un movimento rotatorio dovuto all’attrito con il fondale e con l’acqua, ma tale movimento sarà indipendente dal resto del terminale che eviterà di ruotare e quindi di ingarbugliarsi. L’alternativa all’utilizzo del piombo sarà il pasturatore. In commercio esistono diversi pasturatori per forme, utilizzo, dimensioni e grammatura. In particolare le tipologie sono due: pasturatori per pastura e pasturatori per bigattini.

Mulinelli

Devono avere dimensioni ridotte e buona frizione perché useremo sempre monofili sottili. Le dimensioni ridotte del mulinello sono necessarie per evitare di sbilanciare l’attrezzatura, tenendo conto che le canne da Legering sono piuttosto leggere e sottili. Spesso sarà necessario, pur utilizzando una canna leggera e sottile, raggiungere distanze di lancio superiori a 100 m con inneschi anch’essi leggeri. E’ evidente che in tali situazioni è di fondamentale importanza che il mulinello sia in grado di assicurare e garantire una capacità ottimale di svolgimento del trave durante il lancio. Ecco perciò che risulterebbe un grave errore abbinare un mulinello di dimensioni troppo piccole, perché dimensionato in base al diametro ridotto del filo imbobinato. Quindi il mulinello non va dimensionato in base al diametro del filo da imbobinare, ma al contrario esso andrà dimensionato in base alla sua capacità di svolgimento del filo durante l’azione di lancio. Altra caratteristica importante del mulinello sarà quella di possedere un’ottima frizione perché andremo ad utilizzare monofili sottili sia per il trave che per il terminale. In linea di massima sia la frizione posteriore che quella anteriore riescono a garantire la sensibilità e la progressività necessaria ad un’azione di recupero ottimale delle prede, ma quella posteriore può risultare la più efficiente in progressività rispetto a quella anteriore che invece va ad agire direttamente sulla bobina. E’ anche vero però, che se si pesca sulla spiaggia sabbiosa, la frizione anteriore sarà da preferire in quanto si eviteranno problemi tecnici dovuti all’intrusione di granelli di sabbia nei meccanismi delicati della frizione posteriore. Una ulteriore caratteristica richiesta al mulinello sarà di possedere 2 bobine coniche a corredo. La bobina conica è da preferirsi perché assicura una migliore capacità di svolgimento del filo durante il lancio. Infine sarà utile possedere almeno 2 bobine coniche in modo tale da poter imbobinare due monofili di diametro differente da poter utilizzare in base al tipo di vettino adottato sulla canna, ovvero in base alla zavorra complessiva da lanciare.

Monofili

Il monofilo da imbobinare (trave) avrà un diametro variabile tra 0.16 – 0.24 mm a seconda della zavorra complessiva da lanciare e da quanto intendiamo forzare il lancio stesso. Tale filo sarà un classico monofilo per mulinello, quindi morbido e con poca memoria meccanica tale da modellarsi per bene nella bobina, e di colore possibilmente fosforescente ben visibile sul pelo dell’acqua, in modo da consentire di anticipare la toccata del pesce prima che si manifesti la vibrazione del vettino. Per quanto riguarda il monofilo da utilizzare per la realizzazione del terminale, esso sarà sicuramente di diametro inferiore a quello utilizzato per il trave e adattato al tipo di terminale realizzato.

Ami

La scelta sarà fatta in base alle prede, alle loro dimensioni e all’esca utilizzata.

LE PREDE

Le prede più ambite del Legering sono: Spigole, Orate, Ombrine, Saraghi, Mormore, Rombo chiodato, Cefali, Triglie, Leccia stella, Salpe.

LE ESCHE

Le esche più utilizzate sono: Tremolina e Anellidi in genere, Bigattini, Gamberetti, Sarda, Pastella

I TERMINALI

terminali Il Legering

 

Terminale Aindicato per Fondali Sabbiosi
T1 e T2 appartengono al Trave (ovvero al monofilo imbobinato nel mulinello)
T2 = 150 cm
B1 = 30 – 50 cm di diametro tra 0.12 – 0.18 mm
Il bracciolo B1 viene quasi sempre eliminato in quanto poco efficace sui fondali sabbiosi
G1 e G3 sono girelle senza moschettone di numero variabile dal 10 al 14
G2 è una guaina salvanodo
T3 = deriva di 20 cm e diametro leggermente inferiore a quello del trave, a cui andremo a collegare il pasturatore oppure il piombo da legering
B2 = bracciolo terminale di lunghezza 150 – 200 cm e di diametro tra 0.12 – 0.18 mm
E’ importante osservare che la lunghezza del bracciolo terminale B2 e la funzione della deriva T3 sono tali da conferire all’esca la massima naturalezza, lasciandola libera di fluttuare sotto l’azione delle correnti anche di intensità modesta.

Terminale Bindicato per Fondali Misti di Sabbia e Roccia
T1 appartiene al Trave (ovvero al monofilo imbobinato nel mulinello)
T2 = 150 cm dello stesso diametro del trave
GT1 è una girella tripla
B1 = 20 – 30 cm di diametro tra 0.12 – 0.18 mm
La presenza del bracciolo B1 rappresenta la reale differenza di questo terminale rispetto al terminale A.
Infatti sui fondali misti potremmo incontrare pesci che mangiano sollevati dal fondo quali ad esempio Saraghi, Sugarelli e Boghe.
G1 e G3 sono girelle senza moschettone di numero variabile dal 10 al 14
G2 è una guaina salvanodo
T3 = deriva di 20 cm e diametro leggermente inferiore a quello del trave, a cui andremo a collegare il pasturatore oppure il piombo da legering
B2 = bracciolo terminale di lunghezza 100 cm e di diametro tra 0.12 – 0.18 mm
E’ importante osservare che la lunghezza del bracciolo terminale B2 e la funzione della deriva T3 sono tali da conferire all’esca la massima naturalezza, lasciandola libera di fluttuare sotto l’azione delle correnti anche di intensità modesta.
Altra cosa importante da notare è che la lunghezza T2 deve essere sempre maggiore della somma di B1 con B2 per evitare che i due ami possano entrare in contatto durante il lancio ingarbugliandosi.

Terminale Cindicato per Fondali con Posidonie e Alghe in genere
T1 T2 T3 hanno lo stesso diametro del trave
T2 = 60 cm
T3 = la lunghezza di questo spezzono dovremo sceglierlo in base all’altezza della vegetazione presente sul fondale, dimensionandolo in modo tale che l’amo del bracciolo B2 risulti in pesca al di sopra della vegetazione e non nascosto dalla stessa
B1 e B2 = lunghezza 30 – 40 cm e diametro tra 0.12 – 0.18 mm
GT1 e GT2 sono girelle triple
PG è un piombo da Legering (munito cioè di girella sulla sommità)
La cosa importante da notare è che la lunghezza T2 deve essere sempre maggiore della somma di B1 con B2 per evitare che i due ami possano entrare in contatto durante il lancio ingarbugliandosi.
Infine è evidente che in un fondale con vegetazione è inutile adoperare il pasturatore che resterebbe inevitabilmente nascosto tra la vegetazione stessa rivelandosi inutile.

AZIONE DI PESCA

Se decidiamo di pescare ad una distanza dalla riva non eccessiva, inizieremo a pasturare in modo massiccio con delle palle di pastura grosse come arance. Se invece l’azione di pesca sarà condotta a distanza notevole dalla riva non raggiungibile mediante l’uso di una fionda per pastura, allora ci limiteremo ad utilizzare la pastura preparata oppure i bigattini nel modo più classico, ovvero introducendoli nell’apposito pasturatore. E’ di fondamentale importanza riuscire a concentrare la pastura in un punto ben determinato del luogo di pesca, evitando che la stessa si disperda troppo vanificandone l’azione di concentrare il pesce in tale zona. Per quanto riguarda la direzione cercheremo di prendere dei riferimenti approssimativi, mentre per quanto riguarda la distanza dalla riva sarà sufficiente applicare sul trave , dopo aver effettuato un lancio standard, un nodino di lana colorato che ci servirà da riferimento per i lanci successivi; l’alternativa sarebbe quella di utilizzare il dispositivo LINE CLIP (blocca filo) presente sulla bobina del mulinello adoperato. E’ utile avere a disposizione diversi tipi di esca in quanto, se il luogo di pesca in cui vogliamo pescare non è molto frequentato da altri pescatori oppure se gli stessi tendono ad utilizzare esche differenti per cui non esiste una abitudine alimentare netta dei pesci nella zona.

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