La tecnica del Carp Fishing, come è facile intuire dal nome, è indirizzata alla cattura della Carpa.
Nome latino: Cyprinus carpio (Linnaeus 1758) famiglia: Cyprinidae.
Ambienti in cui praticarla
Preferisce le acque stagnanti o con pochissima corrente, ricche di vegetazione sommersa e con picchi profondi vicino alla riva dove si apposta in attesa di cibo.
Periodi migliori
Il periodo migliore per pescare la Carpa e tutti i Ciprinidi è il periodo appena prima dell’estate, quando l’appetito del pesce sale a causa dell’imminente frega che si svolge nei mesi di Luglio Agosto. Durante la giornata le ore migliori per insidiare la Carpa sono quelle del primo mattino e il tardo pomeriggio, gli esemplari più imponenti non disdegnano il pascolo durante le ore notturne.
Attrezzatura
Deve essere almeno da mt 3.5 fino a mt 4.10, particolare attenzione deve essere prestata al cimino che per i lanci lontano dalla riva la sua rigidità favorisce l’autoferrata, per questo sono indicate le canne in carbonio trecciato fisse.
Deve avere una buona capacità di filo, almeno 150-200 mt. dello 0.30, e una buona frizione, con almeno tre cuscinetti, meglio se posteriore, per poterla meglio regolare durante il combattimento.
Il “Dacron”, un terminale che sostituisce il monofilo, presenta l’esca in una forma più morbida e naturale, è inoltre estremamente resistente ai nodi. La scelta del filo di solito cade su uno 0.30 ma se si vuole combattere ad armi pari e non vogliamo toglierci il gusto di sentire la frizione del mulinello cantare, è consigliabile uno 0.20, lotteremo un po’ di più rischiando ad ogni strattone del pesce di vederlo andarsene con tutta la lenza, ma è questo lo spirito della pesca, lottare il più possibile ad armi pari. Il trucco sta in un recupero lento e costante lasciando sfrizionare il mulinello quando il pesce punta sul fondo sfruttando la flessibilità della canna e riprendere il recupero non appena si ferma.
La pasturazione
La pasturazione consiste nell’abituare il pesce giorno dopo giorno che in un certo punto del lago e ad una certa ora si mangia! La Carpa è un pesce molto schivo ma anche molto abitudinario e ha un grande senso del tempo. Di solito la pasturazione inizia una settimana prima della battuta di pesca, rechiamoci nel luogo ove intendiamo pescare e cominciamo a lanciare la pastura in quantità sufficiente a sfamare i pesci, cerchiamo di coprire una superficie molto ampia richiameremo così anche i pesci da altre insenature, per fare ciò può esserci molto utile una fionda e, per i più fortunati, è possibile usare una barca in modo da effettuare una pasturazione il più precisa possibile. Continuiamo così per tutta la settimana facendo attenzione a stringere sempre di più il campo di pasturazione ma non la quantità. Sospendiamo invece il giorno prima della battuta di pesca in modo da affamare i pesci che continueranno a cercare il cibo anche il giorno seguente.
La pastura
La pastura non ha altro scopo che quello di attirare i pesci in un determinato luogo di pesca quindi dovremo decidere noi se farla con l’esca che useremo durante la battuta o con altro tipo di pastura. Ricordiamoci comunque che dove sono le Carpe di solito vi sono anche i carassi che possono essere molto fastidiosi e mangiare tutta la pastura se non la faremo con le boiles.
Le bioles
Esistono in commercio molte varietà di boiles, esse non sono frutto di ricette campate in aria, ma veri e propri concentrati di studi effettuati sul campo. Il pesce quindi in determinati periodi dell’anno preferirà una determinata ricetta e ignorerà un’altra, ecco perché esistono vari gusti di boiles. Non è il sapore che attira il pesce ma l’apporto di sostanze nutritive di cui ha bisogno in un periodo piuttosto che un altro. Scegliamo bene quindi le nostre boiles sia da innesco che da pasturazione.
Esche alternative
Una alternativa alle boiles sono, mais, grano saraceno, ceci, polenta, queste esche vanno impiegate tenendo conto delle abitudini del pesce nelle acque dove peschiamo, comunque vanno sempre abbinate ad una buona pasturazione con Tigernuts o sfarinati.
Terminali e lenze
Il whity pool rig
Ogni geniale intuizione può quindi fare la differenza e forse anche la storia dove a pieno titolo entra anche il Withy Pool Rig, uno dei terminali da carpfishing più utilizzato oggi. Qui proponiamo delle varianti alla classica presentazione che vuole come regola scritta l’utilizzo dell’amo serie 5 Fox. L’esigenza primaria, in ambienti dove nuotano dei veri colossi, è quella di utilizzare inneschi idonei ed utilizzare materiali in grado di sopportare sollecitazioni fuori dalla norma quindi ami indistruttibili e terminali rigorosamente in Quiksilver o Armadillo 40/45lb. Soluzioni semplici e funzionali al 100% perché provate in pesca sia su Carpe che, udite udite…grossi Amur.
La sequenza mostra le fasi di costruzione del canonico “Withy”. Amo, anellino inox, chicco di riso, termorestringente, vapore e naturalmente la controbilanciatura.
Figura 1: Materiale di base occorrente x whity pool
- Stainless rig rings (anellino in acciaio) tondo misura funzione dell’amo scelto;
- Piattelli forati in plastica;
- Amo;
- Shrink tube (guaina termo restringente) della sezione in funzione dell’amo scelto;
- Rubber rig stops (chicchi di riso);
- Elastico x rubaisienne.
Figura 2:
- Far passare l’elastico raddoppiato all’interno della boilie pop up.
Figura 3:
- Inserire l’ hair stop, stirare l’elastico ed appartare 2 nodi piatti quindi inserire n°2 piattelli in plastica sotto la boilie;
- Inserire nell’amo il rig rings poi il rubber rig stops;
- Legare l’amo al terminale prescelto senza collegare la girella.
Figura 4:
- Inserire lo shrink tube sul gambo;
- Piegare l’altra estremità verso la punta dell’amo in modo da rilevare la giusta misura da utilizzare,tagliare la parte eccedente.
Figura 5:
- Inserire l’estremità libera della guaina nella punta dell’amo.
- Aiutandosi col vapore o immergendo direttamente in terminale, scaldare la guaina per pochissimi secondi sufficienti al suo restringimento/irrigidimento (non avvicinare il terminale alla fiamma viva)
- Allontanando il terminale dal vapore provvederemo a mantenere la guaina nella giusta posizione fin quando non si sarà raffreddata ed avrà preso nuova forma
- Con la guaina dovremo creare una sorta di congiunzione tra l’anello dell’amo e la sua punta mantenendo un angolo più stretto possibile.
Figura whity 1
Materiale:
- Amo n°4
- Rig rings tondo
- 2mm di guaina pvc della sezione dell’amo prescelto, deve comunque scivolare agevolmente sul gambo dell’amo
- Terminale in materiale Armadillo
Inneschi: Qualsiasi presentazione di boilies pop ups nei diametri dal 15mm al 24mm.
Figura whity 2
Materiale:
- Amo n° 1/0
- Rig rings tondo
- 2mm di guaina pvc della sezione dell’amo prescelto, deve comunque scivolare agevolmente sul gambo dell’amo
- Terminale in materiale Armadillo
Inneschi: Inneschi di grandi dimensioni tipo doppia pop up. Nel caso in cui si opti per 2 diametri di boilies differenti si suggerisce un montaggio a cono rovesciato.
Figura whity 3
Materiale:
- Amo n° 1
- Rig rings tondo
- Piattelli in plastica forati
- Shrink tube
- Rubber rig stops (chicchi di riso);
- Elastico x rubeisienne.
- Terminale in materiale Armadillo
Inneschi: Singola pop up da 20mm. Funzionalità: 100%
Figura whity 4
Materiale:
- Amo n°2
- Rig rings tondo
- Shrink tube
- Rubber rig stops (chicchi di riso);
- Terminale in materiale Armadillo
Inneschi: Singola pop up da 15mm. Funzionalità ottima se si mantiene l’innesco nella misura suggerita.
Presentazione dell’innesco

Il line aligner
Questo tipo di terminale è sicuramente il più utilizzato in assoluto per quanto riguarda le presentazioni affondanti, indipendentemente dal fatto che si utilizzino boilies o granaglie. Il Line Aligner raggiunge il massimo dell’efficacia se possiede i seguenti requisiti:
- il dacron usato deve essere morbido
- l’hair rig deve essere il più sottile possibile
- vi deve essere una sufficiente separazione tra boilies ed amo per permettere una rotazione perfetta
- il rapporto tra dimensione dell’amo e diametro dell’esca deve essere corretto
Se in fase di costruzione uno solo di questi requisiti non viene soddisfatto, andremo a perdere sicuramente una buona percentuale di efficacia.
Montatura POPUP
Per realizzare questa montatura utilizziamo:
- Treccia
- Amo serie 5
- Girella
- Anellino metallo
- Tubo in silicone diametro 0.75mm
- Elastico
Inseriamo la treccia nell’anellino metallico e formiamo un cappio intorno all’anellino. Con l’ausilio dell’ago foraboiles inseriamo un pezzettino di silicone sulla treccia in prossimità dell’anellino.

Ora infiliamo il tubicino di silicone nella punta dell’amo, facendo attenzione a non danneggiare la treccia con l’ardiglione e facciamolo scorrere fino alla curvatura.
Avvolgiamo la treccia intorno al gambo e infiliamola nell’occhiello dalla parte posteriore verso l’anteriore. A questo punto leghiamo la girella all’altro capo della treccia.
Tagliamo uno spezzone di elastico del tipo utilizzato per la “roubasienne”, con l’ausilio dell’ago foraboiles facciamone passare un cappio all’interno della popup.
Fermiamo il cappio con un boiles-stop e tiriamo l’elastico; dall’altro capo facciamo più nodi in corrispondenza del foro in maniera tale da riempire la cavità con l’elastico. Ora leghiamo l’elastico all’anellino metallico alla distanza che preferiamo e tagliamo gli spezzoni di elastico in eccesso.
risultato finale
Variante PAILLETES
Per realizzare questa montatura abbiamo utilizzato:
- Treccia
- Amo Owner
- Girella
- Chicco di riso
- Paillettes (del tipo che si usano per decorare l’abbigliamento)
- Tubo in silicone diametro 0.75mm
Questa montatura è una variante curiosa per chi ama rifinire in maniera maniacale le proprie lenze. Ottima per l’innesco di mais e granaglie sia affondanti che popup.
Formiamo il solito cappio da un lato della treccia, inseriamo dall’altro una “paillette”, un “chicco di riso” (quelli utilizzati per la pesca all’inglese) e un pezzettino di silicone da 0.75. Inseriamo il silicone dalla punta dell’amo facendo attenzione che l’ardiglione non rovini la treccia e posizionatelo sul gambo dell’amo collocando il cappio alla distanza desiderata. Facciamo passare la treccia nell’occhiello dell’amo e avvolgiamola sul gambo fino a far corrispondere l’ultima spira con la punta dell’amo. Facciamo passare di nuovo la treccia nell’occhiello, dalla parte posteriore verso la parte anteriore e leghiamo l’altro capo della treccia alla girella.
TERMINALE: Hair-rig
Materiale:
- Trecciato da 20/25 lbs;
- Amo (tipo Fox specialis serie 2 bs);
- Tubicino di silicone o termo restringente.
Procedura:
1 – Tagliare uno spezzone di filo di 30 cm circa e fare un asola a un capo del filo, dopodiché inserire il filo nell’occhiello dell’amo facendolo passare dall’esterno. Tenere conto della grandezza delle boiles e quindi bloccare con un dito la parte del filo dove c’è l’asola. Solitamente tra la boiles e l’amo ci deve essere uno spazio che può variare dai 0,5mm fino al max 0,8mm-1cm. All’inizio si prendono le misure con una boiles o con il metro, poi con il tempo ci si fà l’occhio.

2 – Fare un senza nodo facendo 10/15 spire sull’amo per poi fare ripassare il filo nell’occhiello sempre dall’esterno e bloccarlo, a discrezione, con una goccia di attack.
3 – Tagliare un pezzetto di tubicino e bloccarlo sull’amo all’altezza dell’ardiglione, a piacimento prima di collegare il terminale alla girella si può utilizzare un pezzo di termo-restringente da fissare sulla girella evitando grovigli.
risultato finale
TERMINALE: Rir-rig
Materiale:
- Trecciato da 20/35 lbs;
- Anellini in acciaio;
- Amo (tipo Fox specialis serie 2);
- Tubicino di silicone.

1 – Infilare il trecciato nell’anellino in acciaio e far passare la parte del trecciato che useremo per fare il “senza nodo” dalla parte posteriore dell’occhiello dell’amo.

2 – Far passare la parte più corta del trecciato nell’occhiello fino a formare un loop.

3 – Fare il senza nodo serrando le spire fino all’anellino in acciaio.

4 – Chiudere il senza nodo e tagliare la parte avanzante del trecciato (quella che abbiamo usato per fare il loop).

5 -Inserire il tubicino di silicone o termo-restringente. Se si usa il tubo termo-restringente non utilizzare la fiamma dell’accendino per farlo stringere (si rischia di rovinare il filo) ma vapore o acqua bollente.
TERMINALE: D-rig
Materiale:
- Fluorocarbon da 20/35 lbs;
- Anellini in acciaio;
- Amo (tipo Fox specialis 2/4);
- Tubicino di silicone 1,5mm di diametro.

1 - Tagliare uno spezzone di fluorocarbon di 25 cm, farlo passare dall’esterno dell’occhiello dell’amo fino a fare avanzare 3 cm circa.

2 – Fare un “senza nodo” facendo 10 spire circa, quindi serrarlo.

3 – Fare passsare, prima dal filo quindi dalla punta dell’amo un pezzettino di 2/3 mm di tubicino di silicone (attenzione, il tubicino deve essere abbastanza grande da passare dalla punta dell’amo senza rompersi ma non deve essere cosi grande da scorrere sull’amo). Successivamente inserire l’anellino di acciaio.

4 – Infilare lo spezzone di fluorocarbon “avanzato” dall’esterno dell’occhiello e bruciarlo fino a formare una pallina che non permetterà al filo di uscire dall’occhiello.
Risultato finale
Il D-rig è un tipo di amo molto efficace per gli inneschi pop-up, forse il più utilizzato dai carpisti. Per inneschi pop-up, ricordiamoci di inserire sul fluorocarbon vicino alla base dell’amo, un piombino o della pasta in tungsteno di adeguata grammatura.

