Tra tutte le esche naturali, la sarda è l’esca regina. Il suo successo come esca, nasce dal suo odore e dalla sua carne grassa che attira qualsiasi preda, dal ghiozzo al tonno gigante. Infatti, viene anche largamente impiegata per la preparazione delle pasture, sia fresca che in paste conservate. Può essere conservata in diversi modi, sia congelata sia sotto sale o olio. La sarda non bisogna confonderla con l’acciuga, che è senz’altro più magra nelle carni e meno “profumata”. La sarda come esca viene impiegata praticamente in tutte le tecniche della pesca in mare, con discreti risultati, ed in alcune di esse è l’unica esca ad essere impiegata, come il Drifting al tonno gigante, oppure in particolari tecniche di pesca a fondo ai saraghi e ai gronghi. La sarda è anche molto utilizzata per la pesca al cefalo, innescata a piccoli tocchetti e nel bolentino sia medio che di profondità, innescata in vari modi, intera e a pezzi. Infine, nel surf casting e nel rock fishing, veste un ruolo di esca determinante per la pesca al grongo e alla murena ed è gradita sia dai grufolatori che dai predatori, anche di palato fine come la spigola e il pesce serra.
Vediamo ora le diverse tecniche di innesco, per ogni disciplina:
1. Pesca al cefalo e in generale pesca con la bolognese:
Questa specialità prevede di solito l’innesco a bocconi più o meno piccoli, in relazione all’amo usato. Bisogna tener conto che la carne della sarda è soda ma non dura e quindi la sua tenuta sull’amo non è eccezionale. Per ottenere i bocconi è meglio servirsi delle mani e non usare coltelli o forbici in quanto il contatto del metallo con le carni della sarda provoca una reazione che ne modifica l’odore, che viene senz’altro avvertita dalle prede più diffidenti, come la spigola o il cefalo. Per prima cosa togliamo la testa con le interiora ed apriamo a libro la sarda (foto 1), poi separiamo metà della sardina e priviamola delle spine del ventre (foto 2). Ora con il pollice e l’indice, ricaviamo tanti bocconi per l’innesco (foto 3). Questi pezzi possono essere più o meno grandi a seconda dell’amo e della preda che si sta insidiando e devono essere innescati infilando l’amo di lato al boccone facendolo ruotare ed infilando la punta dell’amo nella parte centrale, più resistente, facendo uscire l’ardiglione (foto 4).

2. Pesca a Drifting:
In questa tecnica la Sarda è l’esca più utilizzata, visto che con la stessa si crea la scia di brumeggio che deve portare le prede in vicinanza della barca. E’ molto importante che la sarda da innescare sia freschissima e di misura adeguata. Se viene innescata da sola, và infilata prima per il dorso e, ruotando l’amo, farne uscite l’ardiglione in prossimità della testa (Foto 1).
Un valido innesco, prevede il montaggio di due-tre sarde, infilate per gli occhi. Si prende la sarda con una mano e con l’altra si infila l’amo in un occhio facendolo uscire dall’altro (Foto 2). Si ripete la sequenza anche per le altre, fino a formare un “grappolo” molto invitante.

3. Pesca a Bolentino:
Nel bolentino, a seconda della specialità, la sarda viene innescata a pezzi, a metà o intera. Nel bolentino profondo (Deep Fishing) si usa quella intera montata con uno o due ami e la metà, innescandolo con un solo amo, passato dalla coda o dagli occhi e poi facendo sparire la punta dell’amo nelle carni del taglio. Nel bolentino costiero o di media profondità, si innesca a pezzi con tecniche diverse. In quello costiero, quindi a basse profondità, si innesca solo la polpa, operando come illustrato nei disegni 1-2-3, mentre nel bolentino di medio fondale la si innesca con tutta la pelle e la spina centrale come nella sequenza fotografica 1-2-3-4.
Innesco bolentino basso fondale

Bolentino medio fondale

4. Surf Casting e Rock Fishing:
In queste tecniche, ed in particolar modo nel rock fishing, la sarda viene innescata intera, con montatura a più ami. Di uso più generale è l’innesco della parte posteriore della sarda, privata della lisca, come mostrato nella sequenza fotografica 1-2-3.

Un’altro tipo di innesco, specialmente nel surf casting è quello della sarda “rivoltata”, ovvero dove le carni della sarda sono rivolte verso l’esterno del boccone, con un conseguente aumento dell’effetto brumeggio. La preparazione dell’innesco è illustrato nella sequenza fotografica Foto 1-2-3-4.


Questi sono i principali inneschi della sarda e le variazioni a queste o altri modi particolari di montare questa esca sono presenti in particolari tecniche o in alcune regioni italiane. Da tenere presente, in fine, che la sarda ha le carni ricche di olio (il così detto “olio di sardina”) e risulta molto efficace quando l’acqua del mare ha una temperatura più alta mentre, con acqua più fredda (febbraio-marzo) risulta meno attirante.

