Nome scientifico: coregonus
Famiglia: coregonidae
Ordine: salmoniformes
Dove: il coregone lo troviamo principalmente nei grandi laghi prealpini, ma anche nei laghi vulcanici laziali.
Pesca: può essere utilizzato nella pesca col vivo (di acqua dolce)
Esche: lombrichi o esche artificiali come le mosche
Argomenti correlati: Introdotto dalla Svizzera durante l’Ottocento il Coregone o Lavarello spesso lo si trova classificato come forma ibrida, frutto dell’incrocio di due specie di coregoni originariamente introdotti nel nostro paese, appartiene comunque alla famiglia dei coregonidae. Il corpo è affusolato e leggermente compresso ai lati, il capo è piccolo ed appuntito e termina con una bocca minuta, senza denti e con labbra cartilaginee. L’occhio è grande e la pupilla ha una forma caratteristica, il margine inferiori infatti termina con un angolo acuto, da qui anche il nome “coregonus” (pupilla ad angolo). Le pinne sono ben sviluppate e la caudale è biloba, di medie dimensioni (30-40 cm) può in certi casi superare anche i 50 cm. Le squame sono grandi e circolari, la livrea è tipicamente pelagica, scaglie argentee con riflessi grigio-azzurri sul dorso e ventre chiaro. Un’altra varietà è il Coregone Bondella che differisce dal comune per la dimensione, sostanzialmente inferiore (35 cm), e per le branchiospine più fini, lunghe e numerose, introdotto nel lago di Neuchatel (CH) nei laghi Maggiore e Lugano nel 1949 e, negli anni ’60, nel Lago di Como. Il comune coregone vive ad ogni modo nelle acque pelagiche in banchi, tendendo a mantenersi vicino alla superficie e comunque nelle acque relativamente fresche e si nutre di zooplacton. La deposizione delle uova avviene in dicembre in acque basse e nei tratti inferiori degli immissari, dopo aver raggiunto precocemente la maturità sessuale intorno al primo-secondo anno di vita.

